
49,5% = Donne con un posto di lavoro stabile
19,3% = Donne a capo del governo nei paesi europei (ciò vuol dire solo 6 paesi su 31)
27%!!! = Donne che ricoprono ruoli nell’ambito politico in Italia
Luca è l’ideatore di un brand che guarda oltre le gambe di una donna e ci dimostra come a tutto c’è un’alternativa e un modo di pensare diverso da quello dominante. Con il suo brand streetwear Ninì Tirabusciò è come se Luca in un certo senso prendesse queste percentuali e restituisse loro un nuovo significato.

Quale differenza c’è tra un uomo e una donna quando paragoniamo le loro capacità e competenze? A mio parere solo le loro abilità appunto, a prescindere dal sesso, a prescindere se stanno indossando una gonna o un pantalone.
Ninì Tirabusciò è un brand che non fa differenze. Un brand libero dal profumo salato e irresistibile proprio come le onde del mare della riviera Adriadica dove nasce. Un brand che prende in prestito il nome di una donna rivoluzionaria che utilizza la sola arma dell’ironia per mettere in discussione l’epoca nella quale vive.

Ninì ci dimostra come basterebbe pochissimo per cambiare le cose e proporre un’alternativa inclusiva capace di distruggere tutte le differenze. Ninì non ci sta nel riproporre con i suoi vestiti stereotipi, luoghi comuni o convenzioni. Ninì ci apre lo sguardo e ci mostra come vivere in un mondo di uguaglianza è oggi più che possibile.

Il brand Ninì Tirabusciò con la sua linea di abbigliamento street unisex dall’anima skate, ribalta l’ordine delle cose e trova il coraggio di cambiarle secondo la sua personale visione del mondo.
La prima cosa che non ho potuto fare a meno di notare è l’attenzione di Ninì al lato femminile che, nel mondo dello skate, è spesso dimenticato o non considerato. Già solo dal nome del brand gli viene restituito il potere e la forza che si merita. Da dove nasce la scelta di valorizzare la presenza femminile in una cultura che nell’immaginario comune è dominata dagli uomini?
L’attenzione di Ninì Tirabusciò al lato femminile nasce dall’esigenza di uscire dallo stereotipo comune dello skater come maschio alpha. In realtà l’intenzione è quella di creare, per la prima volta in Italia, un brand unisex adatto in egual modo a tutti i generi, senza nessuna distinzione sessuale, rompendo i canoni odierni del mondo skate.
Ancora oggi, in Italia, ci sono delle realtà skate fin troppo selettive sotto questo punto di vista, cosa che nel resto del mondo è già abbastanza superata.
Ogni capo della nostra collezione, invece, è pensato per poter essere indossato da chiunque voglia e non in base al sesso. La presenza femminile costante nelle nostre foto e video, è dovuta proprio a questo.

Raccontaci un po’ di te e della tua vita. Cosa ti ha portato ha cucire dentro t-shirt e felpe la tua grande passione per lo skate?
Nei primi anni ’90, quando ho iniziato vivere in modo concreto questa realtà, compravo riviste e video molto rari e facevo molta ricerca nel trovare materiale che in Italia era introvabile.
Ammiravo nei primi video girati dagli skaters professionisti, tutto quello che girava intorno a questa realtà. La cosa che mi ha colpito di più dello skate è che viene praticato in strada, influenzando in modo importante l’abbigliamento di chi lo pratica.
Oltre ai trick, una delle cose che mi incuriosiva di più era proprio il modo di vestire, tanto che da piccolino con i miei amici skaters, decoravo magliette neutre con i pennarelli perché volevo personalizzare il nostro stile. Mi piace trasmettere tramite la linea che creo, quello che ho trascorso dagli anni ’90 ad oggi con tutte le sue sfumature.

Il luogo in cui hai vissuto come ha influenzato chi sei e come ti vedi oggi?
Quello che mi ha influenzato del luogo in cui vivo è sicuramente il fascino della riviera adriatica, che è uno dei fili conduttori predominanti delle collezioni del brand. Ha avuto grande importanza nella mia ispirazione la vita notturna nei club, di cui la costa è regina indiscussa.
Questo rende le città che la popolano delle vere e proprie “metropoli balneari”, in cui si fonde la vita da strada propria delle grandi realtà, con quella delle cittadine di mare, creando un’atmosfera metropolitana sulla costa. Ma anche lo splendido paesaggio fatto di palme, albe e tramonti mozzafiato.

Un’immaginario erotico sposa una cultura underground che non ha paura di sfidare le convenzioni e il potere dominante, proprio come il nome dell’attrice che identifica e racconta la storia del brand. Se dovessi dirmi cos’è Ninì Tirabusciò in tre parole quali sceglieresti?
NINI IS ON. A parte gli scherzi Ninì Tirabusciò non è descrivibile in sole tre parole 😉
Come nasce l’idea di associare un brand di abbigliamento per skaters alla storia di una donna rivoluzionaria e coraggiosa che riesce ad affrontare con ironia e intelligenza i tempi maschilisti e rigidi nei quali vive?
Maria Campi, con la sua mossa e il suo erotismo, ha dato una scossa alla mentalità chiusa e rigida dei suoi tempi.
Ninì Tirabusciò oggi vuole rompere gli schemi creando un’ambiguità che serve a far capire al nostro pubblico che anche la donna può indossare capi che sono stati sempre considerati “da uomo” e viceversa.

Tantissimi sono i brand streetwear che vestono e danno uno stile a questa particolare sottocultura underground. In cosa pensi che Ninì Tirabusciò si riesca a distinguere da tutti gli altri?
Ninì nasce come un brand legato indissolubilmente al mondo skate senza però identificarsi solo in esso.
Si distingue dagli altri brand che vestono questa sottocultura, per un’ attenzione molto marcata a quello che è il mondo del fashion.
Vorrei che in Italia, come nel resto del mondo, questa identificazione nella moda venga vista dagli skaters come una cosa del tutto attuale e non come uno “scontro”. Inoltre, le ispirazioni che costruiscono le collezioni, sono proprie della nostra zona, quindi uniche e inimitabili.

Quali sono gli altri riferimenti, ispirazioni musicali o artistiche che hanno contribuito a far nascere il tuo brand?
Sicuramente la passione per la club culture degli anni 90 della riviera adriatica, essendo stato un frequentatore di discoteche House. Questa è una delle influenze più forti. Molto viene anche dalla black music (rap e derivati) che è stato il primo genere musicale a cui mi sono approcciato.
Comunque tutto ciò che è musica può diventare una fonte di ispirazione nelle collezioni. Come si nota nei nostri video, la musica spazia in tutti in generi.
L’amore tutti i giorni. Una frase semplice che ha però un bellissimo significato. Se l’amore viene confuso troppo spesso con il nostro bisogno di essere amati, come il video del brand racconta, cos’è per te l’amore?
Ho voluto inserire nel video tutto ciò che amo (skate, musica, filming, moda, donne, belle location) e che amo fare tutti i giorni della mia vita. Quindi è come se facessi l’amore tutti i giorni con le mie passioni.
L’amore è la cosa più bella del mondo. Ringrazio Luca e il team di Ninì per un’intervista che credo vada oltre la bellezza e l’unicità di un brand fashion.
Se sei anche tu sempre alla ricerca di un modo nuovo di raccontare le cose non puoi perderti il numero di Vogue di questo mese dove i contenuti del magazine sono guardati con gli occhi dei bambini.
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