La designer dagli occhi avidi di Bellezza
“La creatività è morta come una foglia secca.
Ne rimane il ricordo del suo verde brillante […]
ma l’odore è di marcio, e se non stai attento si sbriciola tra le dita. La creatività è così oggi.
Marcia, ingiallita e fragile.
Non sono cinica. Sono realista.
Oggi conta di più il logo che il lavoro dell’artista, conta di più se fai il dj e di tessuti non ne capisci un cazzo, ma ci metti la firma, e fai una felpa ignorante che tutti vogliono, realizzata in Cina a 15 euro e rivenduta a 1500 euro sugli Champs Élisées.
Ecco la creatività oggi.
Io aspetto una nuova primavera”
Con queste parole la fashion designer Erika Cavallini lascia il brand che porta il suo nome, dopo dieci anni di duro lavoro che l’hanno portata dalla sua casa di Modena alle passerelle milanesi.
Il brand di womenswear, fondato nel 2009 da lei stessa, dal 2016 era controllato da Abraham industries. Tutto ciò iniziava a star stretto ad Erika: le rigorose tempistiche, il dover produrre costantemente, la grande produzione. Questo la spinse a farsi da parte. A riconsiderare le cose importanti, l’arte e la bellezza nella semplicità.
Mentre il brand continua ancora oggi a correre per stare al passo con i ritmi dettati dal sistema moda, Erika si ferma a riflettere. Sul suo profilo instagram personale, @erikasenzacouture, si mette a nudo e condivide con i suoi followers l’evoluzione del suo percorso.

L’essere designer a 360 gradi permette ad Erika di cimentarsi in una moltitudine di forme d’arte diverse tra loro.
Il marmo diventa la sua nuova dimora, creandosi un’identità come designer di interni. Tutto ciò che interessa a Erika è potersi sempre esprimere e comunicare ciò che lei considera “bellezza”, non importa in quale ambito.
Per la prima volta, la designer predilige le palette fredde delle venature marmoree e “accantona”, anche se solo momentaneamente, le sue tonalità che da sempre la contraddistinguono: il marrone e le sue mille sfumature.

Nonostante questo fa sempre intendere che ci sarà un ritorno, un nuovo inizio. Si fa attendere, prendendosi il tempo necessario per riordinare le idee e creare qualcosa di unico.
Ecco il tanto desiderato annuncio. La collaborazione con Luca Grillo: creativo amante delle linee e dei cromatismi. Un progetto di upcycling in cui è proprio la sproporzione a far da regina: come materia plastica sul corpo, si adatta, si muove e ne accompagna le forme.
Il 12 dicembre 2019 sulle note di Mi sono innamorato di te di Luigi Tenco, Erika Cavallini e il creativo Luca Grillo presentano all’E-Studio di Modena un nuovo concetto di fashion design, ripartendo dalla nobile arte dell’attesa.

Esponendo i loro archivi personali riassemblati, i designer presentano al pubblico un negozio di second hand. Un vero e proprio luogo di rinascita: collage plastici vestono il corpo con camicie scucite e ricomposte, giacche genderless e gillet in pelle.
I due designer con il loro progetto chiamato LE EDITION, danno vita a una collezione di pezzi unici pensati per la singola persona e non per la massa, ormai troppo occupata ad avere tutto e subito.
Si acquista con la consapevolezza di dover attendere che una sarta realizzi il capo senza alcuna fretta: la riscoperta del piacere dell’attesa, come in passato.
L’hand made italiano che non ha paura del fallimento, non bada al budget e alle regole di business e marketing.

La presenza dei designer all’esposizione offre all’acquirente un coinvolgimento diretto: la possibilità di aver avere un contatto con il creatore, faccia a faccia.
Sul profilo instagram dedicato al progetto vengono pubblicati i primi pezzi di quella che forse, in un futuro, diventerà una collezione. O per lo meno quello che spera gente come me, desiderosa di vedere sulle passerelle qualcosa di istintivo ed estremamente Bello.
Erika Cavallini ci invita ad essere Donne in grado di non farsi plagiare, libere come ghepardi. La creazione di abiti come fonte di sollievo ma non di risoluzione dei propri problemi, quelli è necessario affrontarli e risolverli. Solamente abbandonando ciò che ci opprime si arriva alla consapevolezza di essere forti e di non aver bisogno di nulla.
Dopo il distaccamento dal suo brand Erika acquisisce nuove consapevolezze e una completa indipendenza, riuscendo ad essere un’artista libera dalle convenzioni.
“Poi ci sono muri di gomma.
Dove ogni cosa rimbalza, non penetra minimamente, dove puoi picchiare finché vuoi, ma non si scalfisce nemmeno una scheggia.
Ci vuole mestiere per diventare gomma, molto più che ergere cemento.
E oggi che sono gomma, bouncing is the new black.”

Vieni a scoprire la couture sostenibile sudcoreana di Young N Sang!
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