Isabella Franchi ci racconta il lavoro che si cela dietro al grande successo di UnghieDellaMadonna
Isabella Franchi, dopo il suo soggiorno a Londra, porta a Milano un’ondata di freschezza e novità nel mondo della nail art dietro al nome di UnghieDellaMadonna. I suoi design hanno introdotto un’estetica gender fluid che spazia tra ispirazioni derivanti dal mondo della moda, dell’arte e dei tatuaggi.

Hai voglia di raccontarci un po’ del tuo background?
Mi chiamo Isabella Franchi aka UnghieDellaMadonna. Ho 33 anni e sono originaria di Imola, in provincia di Bologna. Una volta finito il liceo, mi sono laureata in culture e tecniche del costume della moda; subito dopo la laurea triennale ho deciso di spostarmi a Milano per specializzarmi e cercare lavoro, in quanto nella mia città c’erano e ci sono poche possibilità di lavorare nel mondo della moda.
Arrivata a Milano, mentre frequentavo un corso serale di Visual Merchandising allo Ied, ho iniziato a lavorare per Banana Republic come Visual Merchandiser. Trascorsi un paio di anni, ho deciso di trasferirmi a Londra per crescere lavorativamente, dove sono rimasta per tre anni e mezzo.
Dopo una carriera di quasi dieci anni in Visual Merchandising, una volta rientrata a Milano, sentivo la necessità di cercare qualcosa che mi stimolasse un pochino di più, un lavoro più creativo. Ho provato a tatuare per qualche mese, ma non si è rivelata essere la mia strada in quanto era un lavoro che mi stressava troppo. Quindi, mentre stavo ancora lavorando in negozio, ho deciso di iscrivermi a dei corsi di specializzazione, per imparare a decorare le unghie.
“Nel mio piccolo ho sempre cercato di proporre design che fossero assolutamente gender fluid e che si potessero adattare a qualsiasi genere”
Cosa ti ha spinto ad intraprendere una carriera come nail artist?
Quando ero a Londra ho iniziato ad approcciarmi al mondo della nail art come cliente in quanto stavano nascendo i primi nail shop specializzati in nail art super particolari e affascinanti; rientrata a Milano non avevo trovato nulla di simile, al momento non c’era nessuno che avesse creato un connubio tra il mio gusto, moda ed estetica. Cosi ho iniziato a farmi le unghie da sola… Tramite amiche e passaparola, si è iniziata a spargere la voce ed ho deciso di fare della nail art una carriera. Mi sono formata e ho deciso di buttarmi in questo nuovo percorso a giugno dell’anno scorso.

Da dove deriva il tuo aka “UnghieDellaMadonna”?
Nasce in realtà da un gioco di battute che ho avuto con i miei colleghi quando lavoravo ancora da Vans: avevo iniziato da poco a farmi le unghie da sola e avevo comprato degli stickers con le madonnine, i santini e gli angioletti che andavano di moda in quel periodo. Da li è nata la battuta “sono proprio unghie della madonna!”; oltre al gioco di parole, sulle mie unghie erano effettivamente presenti delle madonnine.
Questa frase ha continuato a balenarmi in testa, fino a quando non decisi di fare di “UnghieDellaMadonna” il nome di Instagram, in quanto questo alias mi sembrava molto catchy.

Abbiamo visto che in poco tempo dal tuo inizio, il tuo progetto è letteralmente esploso. Puoi spiegarci meglio qual è stato il percorso che hai seguito?
Avevo la necessità di capire in che modo sviluppare l’estetica di ciò che sarebbe diventato il mio lavoro, proprio per questo, dopo aver concluso i corsi di formazione, ho sperimentato le tecniche imparate sulle mie mani, su quelle delle mie amiche e su quelle di mio marito.
Credo che il successo del mio lavoro derivi da diversi fattori che potremmo definire una “serie di fortunati eventi”: uno fra tutti la velocità dei social, come Instagram, accelerato dal tipo di nail art che proponevo e anche grazie alla cerchia stretta di addetti ai lavori in ambito fashion, che si sono interessati da subito al progetto.
Entrando più nel dettaglio, potremmo dire che fino a quel momento a Milano il mondo della nail art si concentrava sulla ricostruzione di unghie molto lunghe con disegni articolati, c’erano poche figure che si occupavano di decorazione su unghie corte. La mia offerta era interessante e la città ha dimostrato molto interesse sin da subito.

Come riesci ad unire il tuo gusto personale con le richieste dei vari clienti?
All’inizio cercavo di assecondare di più il gusto dei clienti, ora fondamentalmente tendono tutti ad affidarsi alla mia estetica: c’è maggiore fiducia in quanto l’idea delle proposte che faccio si è consolidata nel tempo.
Solitamente l’approccio del cliente è quello di propormi un’idea generale basata su colori o reference, io poi cerco di tradurre la sua idea in un modo più personale; mi piace conoscere la persona che ho davanti andando a creare qualcosa di unico e customizzato in base alle sue esigenze, motivo per cui i miei appuntamenti sono molto lunghi.
Realizzando nail art particolari ed eccentriche, la mia clientela si seleziona talvolta anche da sola: è raro mi contattino per la stesura di uno smalto classico. I clienti che decidono di venire da me, vogliono comunque qualcosa di un po’ più particolare.

Con il passare del tempo, le tue creazioni sono sempre più presenti su mani maschili. Come vedi l’evoluzione di questo trend?
Non so se ci sarà una vera e propria evoluzione del trend, in quanto il fashion è un sistema ciclico. Quando io ero ragazzina, era in voga tra i cantanti Rock, Metal e Grunge dipingersi le unghie con lo smalto nero. Oggi questo trend è tornato ad essere di moda sotto un’altra forma di espressione.
Sono molto contenta che con il tempo si stia sdoganando il concetto di nail art sugli uomini; anche io nel mio piccolo ho sempre cercato di proporre design che fossero assolutamente gender fluid e che si potessero adattare a qualsiasi genere. Detto ciò sono sicura che sotto questo aspetto ci sarà sicuramente una continua evoluzione sull’accettazione di questo trend da parte di un pubblico sempre più ampio.
Qual è la nail art per cui hai avuto maggiore richiesta? E quali sono invece le tue preferite?
Senza alcun dubbio la nail art per cui ho avuto in assoluto maggiore richiesta sono le fiamme stilizzate.
Sono sempre state tra le più gettonate, ma non nascondo il fatto che dopo averle realizzate sulle mani di Chiara Ferragni e Fedez, ho avuto un boom di richieste; quello delle fiamme è un trend che adesso si sta lentamente attenuando, però diciamo che per ora è il design più richiesto.
Le mie preferite invece sono queste due:

Quali sono le tue ispirazioni principali?
Le mie ispirazioni principali derivano soprattutto dal mondo della moda, dell’arte e dei tatuaggi. Il fatto di aver studiato moda influisce nel mio processo creativo, traendo dunque ispirazioni da stilisti del passato oppure da stampe di archivio.
Credo però che si possa prendere ispirazione da tutto quello che ci circonda: se vado da Ikea e trovo un cuscino che mi piace, lo fotografo e lo tengo come ispirazione per le mie nail art.
“Credo fortemente nel vero e proprio customer service, quindi spero sempre che i clienti tornino da me perché si sono trovati bene con il mio tipo di servizio”
Tra i tuoi clienti puoi vantare nomi importanti appartenenti a diversi ambiti creativi. Raccontaci come si approcciano al tuo mondo e quanto è stato importante per te il loro supporto.
In realtà mi hanno contattato tutti come clienti regolari per fissare un normalissimo appuntamento e decidere insieme che tipo di lavoro fare. Per i personaggi di questo calibro la parte relativa all’immagine è di fondamentale importanza, quindi il fatto di avere unghie uniche nel proprio genere dona un valore aggiunto al look totale. Vengo molto rispettata per quello che faccio e i miei consigli sono sempre ben accetti. Come con il resto dei miei clienti, anche con loro cerco sempre di creare nail art personalizzate ogni volta.
Non nego ovviamente che avere nomi così influenti tra i miei clienti sia stato fondamentale soprattutto per la parte dei social, in quanto mi ha permesso di avere maggiore visibilità; detto ciò credo fortemente nel vero e proprio customer service, quindi spero sempre che i clienti tornino da me perché si sono trovati bene con il mio tipo di servizio e non solo perchè ho molto seguito su instagram.
Abbiamo visto che il tuo lavoro spazia dalla customizzazione per i clienti privati, sino alla realizzazione di nail art per brand, riviste e video musicali… Hai voglia di raccontarci più nello specifico quest’altra sezione del tuo lavoro?
Credo che la nail art sia sempre più richiesta sui set, infatti oltre che a lavorare con clienti privati, lavoro anche con aziende. La nail art è diventata un modo per completare il make up.
Questa parte del mio lavoro consiste, come per i make up artist e gli stylist, nel collaborare con art director che inviano solitamente un moodboard di referenza per l’editoriale o per gli scatti; da li parte la mia proposta con dei bozzetti di idee per passare poi alla creazione di tips che sono delle press on (unghie finte) che poi si applicano direttamente sul set, per velocizzare il lavoro.
Se potessi scegliere due personaggi, uno del presente e uno del passato, ai quali realizzare una tua nail art, chi sarebbero?
Per quanto riguarda un personaggio del passato direi assolutamente David Bowie, perché credo che si sarebbe sicuramente prestato a farsi realizzare un design veramente originale ed unico, mentre per quanto riguarda un artista del presente direi Asap Rocky, senza dubbio un precursore di questo trend nell’universo maschile. Dobbiamo sicuramente a lui il ritorno di questo trend grazie alle nail art che sfoggiava durante le varie fashion week. Mi piacerebbe dunque, prima o poi, realizzare qualcosa per lui.
Lavorativamente parlando, qual è la tua ambizione più grande?
Penso di far parte di una delle generazioni che deve reinventarsi costantemente; mi ritengo già fortunata ad aver intrapreso una carriera come libera professionista e penso che l’ambizione principale sia quella di riuscire a trovare un equilibrio tra lavoro e vita privata riuscendo ad avere la libertà di poter decidere del mio tempo. Ciò mi darebbe la possibilità di dedicarmi anche ad altre mie passioni come viaggiare, continuare ad informarmi, fare ricerca e trarre ispirazione da più fonti. Il mio obbiettivo principale è quello di non fermarmi mai, e di non “adagiarmi sugli allori” – come direbbe mia mamma – .
L’ambizione più grande è dunque quella di continuare a reinventarsi e stare bene, riuscendo a raggiungere una stabilità economica tale da poter non avere preoccupazioni.
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Instagram: @unghiedellamadonna
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