Luca Bosani è un creativo italiano di trent’anni che attualmente vive e lavora a Londra e nei pressi di Milano. Con un background educativo nella storia e nella pratica della performance, dell’arte e dell’interior design la sua figura professionale è sicuramente eclettica e, insieme a voi, vogliamo saperne di più.
STRIP, 2019, Lewisham Arthouse, London, with Anna Dean and Rafael Escardó Espejo.
Photograpy: Tom Carter
Ciao Luca! grazie per aver accettato il mio invito. Per prima cosa vorrei chiederti chi è Luca Calu Bosani.
Luca Bosani è qualunque cosa tu pensi che io sia.
Calu è qualunque cosa tu pensi che io non sia.
Ho visto che sei originario di Pregnana Milanese, una piccola cittadina della provincia milanese. Cosa ti ha spinto, all’epoca dei tuoi studi, ad ampliare i tuoi orizzonti in una città come Londra? E perché proprio Londra?
L’autoreferenzialità e la limitata elasticità mentale della provincia mi ha portato a trasferirmi all’estero*.
L’energia di Londra, inclusiva e travolgente è a mio parere inimitabile. Poi la sperimentazione in campo artistico, l’offerta didattica (pre Brexit) e la grande fiducia che viene data alle generazioni più giovani in ambiti lavorativi e professionali.
* dinamiche di cui parlo approfonditamente in una bella intervista dello scorso anno con Gianluca Gramolazzi per Forme Uniche.
Che consiglio daresti ai giovani di oggi che vorrebbero affacciarsi al mondo dell’arte contemporanea?
Stai per intraprendere il più lungo viaggio della tua vita, un viaggio nel quale non è permesso voltarsi o tornare indietro, come nel mito di Orfeo ed Euridice, pensi di essere in grado di resistere alle pressioni esterne – sociali, culturali, economiche – e continuare il tuo percorso negli anni a venire?
UPO,
U nidentified
P erforming
O bjects
è così che definisci le tue opere, come e da dove nasce questo concetto?
Gli UPOs, Oggetti Performativi Non Identificati, sono degli Oggetti che non rientrano o sottostanno in alcuna categoria predefinita.
Essi sono Performativi perché svolgono una o più funzioni contemporaneamente e perché sono attivabili tramite eventi performativi. Infine sono Non Identificati perché non associabili ad alcuna etichetta preesistente.
UPO (hot pink), 2020, Materials after analysis: Flexeine, urethane, silicone, varnish, pigment,
acrylic polymer emulsion, steel, synthetic rubber, Nike Air Max Plus, cellulose, aluminium,
52x38x14cm.
Photography: TLSB
Ti andrebbe di spiegare in cosa consistono le tue performance e la relazione che queste hanno con le tue sculture o viceversa?
Esse non sono performance ma situazioni enigmatiche, manifestazioni magiche, apparizioni fantastiche, sogni scolpiti.
Gli UPOs e gli eventi ad essi connessi sono complementari tra loro, cioè gli uni completano gli altri. Al contempo è possibile astrarre un UPO, oggetto fisico con qualità sculturali, da un evento live ma non il contrario.
Questo significa che la capacità narrativa dell’oggetto sculturale supera e si differenzia da quella dell’evento, che è invece relegato a predefinite nozioni spazio temporali, immortalizzando attraverso la tridimensionalità della materia narrazioni e sogni.
C0032: I Masnadieri Volanti, 2020, Residenza La Fornace, with Federico Esposito Spadary.
Photograpy: Mattia Angelin
Quali sono le fonti d’ispirazione e i processi ideativi che si celano dietro le tue creazioni?
I fenomeni meteorologici, la geologia e la zoologia sono per me un’importante fonte di ispirazione. Inoltre la mia storia personale connessa ad un diligentissimo e continuo studio della pratica di altr* creativ* contribuiscono alla creazione dei miei mondi magici.
C’è un messaggio in particolare che vuoi o cerchi di trasmettere agli altri con le tue opere?
Il mio obiettivo è quello di far sognare,
di offrire un’altra possibilità quando tutte le strade sembrano sbarrate,
di dare fiducia, stimolando e facilitando il cambiamento nel reale.
C0034: The Gargantuan Shoe, 2021, San Mei Gallery, London, with CJ Calderwood and Oli
Haylett.
Photograpy: Brando Prizzon
Nelle performance, l’interazione con il pubblico è quasi sempre parte fondamentale e integrante dell’opera stessa: in che modo scegli di coinvolgere i tuoi spettatori?
Gli/le/* spettator* sono per me prima di tutto persone, e come tali mi relaziono con loro. Chi prende parte in questi sogni lucidi viene accompagnat* e introdott* in mondi paralleli attraverso diverse metodologie che variano da caso a caso.
La mia priorità è il viaggio insieme a queste persone – fisico, visuale ed intellettuale – fino a giungere in un luogo sconosciuto, positivo e propositivo, sia per me che per loro.
Credi che, in quanto indossabili, le tue sculture possano essere riconducibili anche al mondo moda? Qual è la tua opinione a riguardo?
Mi rifaccio alla prima risposta:
Sono quello che tu pensi che esse siano.
UPO (thunder moon) – S, 2020, Materials after analysis: Flexeine, urethane, silicone, pigment,
acrylic polymer emulsion, polystyrene, elastane, butadiene rubber, cotton, cellulose, aluminium,
45x70x25cm each.
Photography: Mattia Angelini
Per concludere, un classico: quali sono i tuoi sogni e progetti futuri?
Ho l’immensa fortuna di vivere alcuni dei miei sogni e un’irrefrenabile voglia di tramutarne altri in realtà.
Tra gli obiettivi per il futuro: costruire una lunga e fruttuosa relazione con una galleria commerciale, lavorare in partnership con una maison di moda per una collezione o ambizioso progetto, popolare il Palais de Tokyo di Parigi con una performance di durata.
Per quanto riguarda i progetti in arrivo:
7 Agosto 2021, ‘C0035’, Revine Lago (TV)
All’imbrunire, sulle rive di due magnifici laghi veneti, cercheremo di risolvere insieme il mistero della sparizione di tre ragazzi nel lontano 1976..
‘C0035’ sarà il mio primo conundrum e progetto live in Italia dal 2015 (‘I-YOU’, Fabbrica del Vapore, Milano), prodotto in partnership con BRODO, Fondazione Fabbri, Piattaforma Lago, TRA e supportato dal Ministero della Cultura italiana.
Poi a inizio Settembre sarò in Germania per un progetto di cui al momento non posso dire molto, se non: haaring, flatap, flatap.
Crediti immagini di copertina:
UPO (cornillano) – S, 2020, Materials after analysis: Flexeine, urethane, silicone, leather, cotton, wood, steel, pigment, acrylic polymer emulsion, polystyrene, cellulose, aluminium, 45x70x45cm each
Per saperne di più:
Instagram: @luca_bosani
Website: www.lucabosani.com
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Se ti è piaciuto l’articolo, leggi anche:
Intervista ad Andrea Grossi, il designer che crea “Digital Couture”
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