
Il couturier italo-francese è scomparso all’età di 98 anni.
Un visionario, pilastro dell’haute couture femminile e promotore del pret-à-porter maschile. Pierre Cardin è stato il primo stilista ad aver liberato la moda dalle “catene” della borghesia e ad aver annullato i confini delle questioni di genere con abiti unisex.
Ripercorriamo insieme la sua carriera, fra parole e immagini.

Originario della provincia di Treviso, Pierre Cardin decide di trasferirsi a Parigi nel 1945 spinto dall’amore per il cucito e per il teatro, come anche dalla voglia di imparare dai più grandi couturier parigini dell’epoca.
Cardin studia architettura, diventa costumista teatrale e, guidato dai grandi stilisti degli anni ’40 e ’50 quali Elsa Schiaparelli e Jeanne Paquin, arriva al timone della maison Dior nel 1957, dopo la morte improvvisa dello stilista Christian Dior.
Il designer fonda la sua omonima maison dopo la grande guerra, precisamente nel 1950 e esordisce nel mondo dell’alta moda con i suoi futuri “marchi di fabbrica” come i rivoluzionari abiti “bulles”, nonché con gli abiti geometrici, spalline e richiami futuristici allo spazio. Il suo è un design che sfrutta pienamente l’abilità sartoriale e il disegno architettonico. Negli anni ‘60, crea una collezione bambino e “Cylindre” la prima collezione uomo presentata su 250 studenti francesi.

Esiliato dalla Chambre Syndacale de la Mode Française per un approccio stilistico troppo ‘avanguardistico’ presso i magazini Printemps, nel 1970 decide di fondare la nuova sede della sua maison, ovvero l’“Espace Cardin”, acquisendo la libertà nell’esporre le sue creazioni. Pierre Cardin è una figura leggendaria nella storia della moda e del costume e lo ricordiamo oggi per il coraggio e il genio creativo che ha avuto nel sapere osare nelle sue collezioni. Un vero stilista del futuro, curioso e innovatore, nonché esploratore di innovativi mercati internazionali, come la Cina e la Russia. Mai nessuno prima di lui avrebbe pensato di usufruirne per la creazione di un vero e proprio fashion business.
Cardin è anche il primo a sviluppare nuove “tendenze” fra gli anni ’60 e ’70, che hanno decostruito le certezze della moda dell’epoca, come il pvc, la plastica, la vernice, i mini-dress e i tessuti “Optical”, oltre agli indimenticabili occhiali “a mascherina”.
Le sue creazioni hanno sfilato in giro per il mondo, ricordiamo l’evento presso la Muraglia Cinese e il deserto dei Gobi. Il lavoro di Pierre Cardin è stato poi recentemente onorato con la mostra “Fashion Futurist” e il docu-film “House of Cardin”, oltre alle innumerevoli esposizioni museali.












Crediti: Pierre Cardin
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