L’argomento del giorno è: la pelliccia, meglio nota come la quintessenza del lusso, la più ampia rappresentazione dello sfarzo. Non sempre accessibile per il suo generoso valore e non indossabile da chiunque per la sua importante vestibilità, è forse il capo che meglio definisce uno status. Un vero e proprio oggetto del desiderio per donne e non solo…ma anche uomini; sa essere elitaria e selettiva, un pò come la moda. Quella stessa moda che tuttavia, a differenza della pelliccia, oggi più che mai si adegua alle attuali logiche di mercato, mobilitandosi di fronte le tematiche più sensibili, al punto da rinunciare alla sua folta chioma, o in questo caso perdendo il suo pelo.

D’altra parte se la società cambia, la moda non può far altro che rispondere ed assecondare tale rivoluzione. Perchè di rivoluzione stiamo parlando! Per tutti quei consumatori, millennials e generazione Z in particolare, l’uso della pelliccia non è altro che una forma di crudeltà del tutto evitabile, un sacrificio inutile. Dinnanzi questa consapevolezza, molti sono oramai i brand (Prada, Chanel, Versace, Burberry, Gucci, Bottega Veneta…) indirizzati verso un approccio più responsabile. Ad aggiungersi al coro, altri due famosi marchi del gruppo Kering. Attraverso un comunicato pubblicato dalla multinazionale il 25 marzo, ed in seguito condiviso da The Human Society (il gruppo di difesa dei diritti degli animali), anche Balenciaga e Alexander McQueen aderiscono alla causa “fur-free”.

Una notizia ufficiale che se da un lato condividiamo, dall’altro non ci lascia particolarmente stupiti. Vi rammendiamo infatti che Balenciaga non ricorre all’uso della pelliccia fin dal primo momento in cui è subentrato il nuovo direttore creativo Demna Gvsalia; lo stesso designer estremamente attento alle problematiche ambientali da organizzare nel 2020/21 una sfilata sotto l’acqua per denunciare il cambiamento climatico. Allo stesso modo Alexander McQueen che da tempo presenta collezioni con materiali riciclati.
Con questa scelta, dunque, i due brand hanno ribadito la loro posizione completamente a favore di un approccio cruelty-free, contrariamente a Saint Laurent e Brioni, gli unici due brand che mancherebbero all’appello del gruppo Kering in merito a tale questione.

Tematiche importanti come queste non sempre ottengono un consenso unanime, perché molti sono i punti di vista. Ammettiamolo: essere a favore dei diritti degli animali non significa condurre una vita sostenibile ( le stesse pellicce ecologiche contengono un’alta percentuale di acrilico e poliestere dannoso per l’ambiente), così pure usare la pelliccia conservata nell’armadio della nonna, non significa essere cattive persone. Ciò che vogliamo dirvi è che, ancora una volta, la moda dimostra come sa cambiare le sue abitudini senza perdere il suo alone di desiderabilità.
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