E’ tornata la primavera, senza farsi attendere troppo, e Milano si tinge di nuovi colori, ma anche di nuove idee, mostre ed eventi.
Con le giornate che si fanno più lunghe, passeggiare per il centro diventa un piacevole momento di relax dopo le ore passate in ufficio e, per i più attenti osservatori, il centro di Milano può trasformarsi in una galleria d’arte a cielo aperto.
A partire dagli ultimi giorni di marzo, infatti, sono comparsi sulle facciate di alcuni palazzi milanesi, dei giganteschi nidi di legno che hanno suscitato la curiosità di molti.
Queste installazioni, realizzate in legno dagli studenti dell’Accademia di Brera, sono frutto di un’ idea dell artista giapponese Tadashi Kawamata, che li ha realizzati in vista della sua mostra “Nests” (che significa, appunto, “nidi”) che si terrà dal 31 marzo al 23 luglio.
La mostra, curata da Antonella Soldaini, sarà ospitata presso la Galleria Building in via Monte della pietà, dove é apparso il primo nido gigante, seguito poi dal grand hotel “et de Milan”, dal Centro Congressi e Fondazione Cariplo, e dal cortile delle Magnolie.
Tadashi Kawamata, nato a Hokkaido nel 1953, non é nuovo a questo tipo di creazioni: i nidi, infatti, hanno già conquistato Parigi, Firenze, Napoli, Lisbona, ed in ogni città hanno trovato un diverso terreno, diverse architetture a cui aggrapparsi, adattandosi alla città, entrando a far parte di essa senza fare rumore, come da sempre fanno le rondini mentre la vita in città scorre ai soliti ritmi.
Quando é arrivato a Milano Kawamata ha trovato una città ordinata, ricca, fatta di palazzi imponenti dall’aria elegante e con uno spirito aristocratico d’altri tempi, ed ha scelto alcune delle costruzioni a suo avviso più emblematiche per costruire i suoi nidi: accostando la loro eterea fragilità alle solide radici di case centenarie.
Il nido diventa un simbolo; simbolo di casa, certo, ma in alcuni casi anche di fragilità, instabilità, soprattutto in un ambiente ostile come quello cittadino ma, allo stesso tempo esalta la capacità di adattamento e coraggio di ricominciare altrove.
L’artista, inoltre, si inserisce in un’ottica volta alla sostenibilità, di cui é quasi un precursore: il legno é uno dei materiali più sostenibili essendo al 100% naturale. Il suo utilizzo, sebbene sia diminuito all’esterno degli edifici, rimane molto usato nel design di interni, questo per Kawamata é un valore aggiunto, una sorta di legame tra interno ed esterno, tra il calore della casa e la resistenza di un involucro che resiste ad ogni intemperia.
La mostra, infatti, é costruita su più piani, e riproduce fedelmente l’interno di un nido: non vogliamo svelarvi troppo, ma vi consigliamo di uscire per un breve momento sui terrazzini della galleria d’arte per ammirare il mondo da dentro il nido e provare l’esperienza di sentirsi protetti ed al sicuro.
Se anche voi siete tra coloro che amano camminare con la testa rivolta verso il cielo, e se volete approfondire la conoscenza di Tadashi Kawamata, non vi resta che visitare la mostra, trovate tutti i dettagli qui.
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