E’ senza dubbio l’inizio di una nuova era. L’attuale pandemia ha cambiato regole, stravolto abitudini e messo a dura prova tutti i settori. Eppure la moda trova sempre il modo di sperimentare e reinventarsi. Lo dimostra la fashion week che, ormai digitale, ha saputo introdurre un nuovo linguaggio comunicativo alla portata di chiunque, su cui si basa l’interazione tra brand e consumatore, tra moda ed individuo.
Un’interazione o meglio ancora una “vicinanza virtuale”, resa oggi possibile grazie all’uso della tecnologia. Poiché è questo ciò che ci manca davvero: sentirci vicini. E, ce lo ricorda persino Prada che per la collezione Menswear Autunno Inverno 2021 si fa portavoce di un intimo e personale desiderio di contatto umano e fisicità. Attraverso una conversazione a fine sfilata con gli studenti di tutto il mondo, il duo creativo Miuccia e Raf Simons svela cosa si nasconde dietro la collezione.
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Il bisogno di toccare e sentire si traduce in tessuti che esaltano sensazioni di piacevole avvolgimento: dalla maglieria allo jacquard, dal re-nylon al tweed bouclé, dalla lana al velluto, fino alla pelle morbida e foderata. La silhouette talvolta si restringe e si riveste di un “long jhon” ricreando una seconda pelle fluida, mutevole nell’aspetto ma non nella forma. E talvolta si allarga nei volumi dei bomber, dei cappotti mono o doppio petto e dei maglioni lavorati. Un alternanza che svela e nasconde al contempo il corpo in un gioco di layering e texture differenti.




Una nota particolare è data poi dagli accessori come i guanti muniti di taschino frontale. L’intera collezione è il risultato di un perfetto connubio di tessuti e pattern che, in una sorta di turbine temporale, mescola motivi geometrici anni ’60 a forme oversize anni ’80 a silhouette asciutte anni ’90, in una palette di colori che dalle tonalità più dark passa a pantoni più accesi come il giallo, il rosa e il viola. Ciò nonostante non manca mai quel senso di pulizia ed equilibro, quel minimalismo che tanto contraddistingue Prada.


Il set, costruito da Rem Koolhaas con lo studio AMO, è composto da una serie di stanze in marmo o imbottite di pelliccia finta. Seppur colorati, gli ambienti appaiono vuoti come se fossero scatole contenitive di emozioni al di fuori di ogni processo spazio-temporale, all’interno dei quali i modelli non solo sfilano ma si lasciano andare a anche a danze liberatorie. Ciò spiegherebbe il perché del titolo della collezione: “Possible Feelings”. Che sia forse questo un auspicio, da parte del brand, per un ritorno alla libertà senza alcun tipo di restrizione.

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